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Rinaldo Franco: correttezza, dedizione, entusiasmo

Classe 1919. E, da quella data in poi, 88 anni vissuti all’insegna della correttezza come filosofia della vita, della dedizione al lavoro come impegno morale, dell’entusiasmo come caratteristica vitale di un uomo che ha saputo farsi volere bene e rispettare da tutti, concorrenti compresi.
È di Rinaldo Franco che stiamo parlando. È lui il protagonista scelto questo mese da Vimax Magazine per rendere omaggio a tutti coloro che hanno contribuito a far nascere e crescere il nostro magnifico settore: un tributo di inossidabile attualità a chi ha scritto pagine di storia del mondo pet, ai capostipiti, alle figure di riferimento che magari ci hanno lasciato, ma che continuano a vivere nei nostri cuori.

LA SFIDA DEL DESTINO. C’è un qualcosa di magico nella storia di Rinaldo Franco. Qualcosa che parla di internazionalità, di sguardo aperto sul mondo, di impermeabilità ai pregiudizi, di inflessibile volontà a non piegarsi e a reagire anche quando, a giocare contro, è un destino tutt’altro che benevolo.
Già, perché Rinaldo Franco conosce presto le conseguenze di quella sfida amara che il destino gli riserva. Lui, cittadino italiano nonostante sia nato e sempre vissuto a Istambul, in Turchia, dove la sua famiglia si era trasferita fin dall’800 e si era affermata con un importante commercio di tessuti, negli anni ’50 del secolo scorso si vede costretto a ribaltare la sua intera esistenza: le esaltazioni nazionalistiche che dominavano la scena politica turca in quegli anni procurarono contrasti anche estremi verso gli stranieri, che videro in massa azzerata la loro possibilità di sopravvivenza economica.

RITORNO A CASA. Bisognava prendere decisioni difficili e ripartire da zero: Rinaldo, questo, lo capì subito. Dalla Turchia doveva andarsene. Dove? La scelta fu semplicemente “naturale”: in Italia. E così fu: era il 1955 e lui, con la moglie Lina e il piccolo Dan al seguito, sbarcò a Milano e diede il via alla sua nuova vita.
Giusto il tempo di ambientarsi, poi Rinaldo si rimbocca le maniche, riattiva i contatti con la Turchia e inizia a importare dall’Europa ferramenta e casalinghi: tempo un anno e, con il socio di capitale Victor Bali, nasce la sua prima azienda.
È a questo punto che il destino, questa volta benevolo, ci mette lo zampino per la seconda volta.

LA SCOPERTA DI UN NUOVO MONDO. Proprio sotto il piccolo ufficio della società, in via Paolo da Cannobbio, a due passi dal Duomo, c’è un negozio che si presenta un po’ come l’antesignano dei moderni petshop: si chiama San Francesco e offre servizi, assistenza e accessori per animali.
Al proprietario, viene spontaneo chiedere al nuovo vicino, che si occupa di casalinghi, di procurargli ciotole e mangiatoie in plastica. È fatta: Rinaldo Franco scopre l’universo pet. Se ne innamora. Diventa il “suo” mondo.

UNA GENIALE INTUIZIONE. L’intuizione è sempre stata un punto di forza di Rinaldo: capì immediatamente che quel mercato, allora di nicchia e ancora embrionale, aveva tutte le carte in regola per evolversi rapidamente e regalare grandi soddisfazioni.
“Credere nel pet” diventa quasi il suo motto, la bandiera della sua nuova avventura. Non c’è sacrificio e fatica che lo spaventi. Inizia a girare per l’Italia negozio per negozio, per far conoscere la sua attività e i suoi prodotti: poco per volta crea un giro di clientela quasi dal nulla visto che il settore pet, fino a quel momento, praticamente non esisteva.
Molti petshop in tutta Italia devono a Rinaldo Franco la loro esistenza: con la sua allegria e la sua passione ha convinto tanti proprietari di negozi di oggettistica a convertire la loro attività, aiutandoli a specializzarsi in questo nuovo genere di prodotti e di servizi.
Costanza, pazienza, tenacia, onestà: tutte qualità che i clienti imparano presto a riconoscere in Rinaldo Franco. E lo premiano accordandogli fiducia. E lui risponde ponendo al loro servizio una nuova professionalità: non lesina gli investimenti, punta sulle importazioni, visita le maggiori fiere del mondo e introduce in Italia non solo prodotti innovativi, ma anche una nuova mentalità. Insieme alla moglie Lina, compagna di una vita, è il paladino della nascente cultura pet.

IN RAPIDA ASCESA. Poi tutto avviene a un ritmo veloce, il successo è tangibile: a metà degli anni ’60 la Rinaldo Franco si amplia e si trasferisce in via Washington. È la stagione del consolidamento, con i fatturati in continua crescita e l’acquisizione sul mercato italiano di marchi e prodotti esclusivi.
Poi, nel 1977, entra in azienda il figlio Claudio che, con i suoi studi e la sua gioventù, porta nell’attività di famiglia una ventata di cambiamento e di evoluzione: la forza vendita si sviluppa, aumenta il personale, nascono il marchio Record, cataloghi e listini.
Negli anni ’90 anche il figlio Dan decide di interrompere la sua carriera e di entrare nell’azienda di famiglia: viene liquidato il socio esterno, si procede all’acquisto al 100% della società che viene trasferita in una sede ancora più ampia ed efficiente, quella di via Kuliscioff.

UN ESEMPIO DA SEGUIRE. La storia di Rinaldo Franco coincide dunque con la storia esemplare di un’azienda che ha saputo credere in se stessa e nei suoi valori, riuscendo così a trovare spazi per crescere e avere successo.
Valori che erano concrete regole di vita: l’etica commerciale, la serietà aziendale, il servizio alla clientela, la tensione continua verso un’alta immagine. E, soprattutto, una grandissima onestà, che Rinaldo faceva valere tanto in famiglia quanto sul lavoro: cosa percepita e apprezzata non solo dalla clientela, ma anche dalla concorrenza.
“Sappiamo”, dicono i figli Dan e Claudio, “che c’è chi traccia le autostrade e chi deve poi solo percorrerle: nostro padre ci ha tracciato questa strada e noi ci prendiamo volentieri il compito di mantenere la rotta che ci ha indicato. Cercando di trasmettere anche alla terza generazione in arrivo il suo esempio fatto di onestà, senso del dovere ed entusiasmo”. Un esempio che ci auguriamo possa venir seguito da molti.

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