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Francesco Froio: vado al massimo

“Le scorciatoie non sono un buon sistema per campare, e neppure per fare business”. Ci credeva proprio Francesco Froio in questo semplice motto. Era una sua regola esistenziale e la applicava sempre, a qualsiasi costo. Intuitivo, esuberante, preparato, ha vissuto tutta la sua breve vita con l’acceleratore sempre al massimo e senza mai tagliare una curva, affrontando ogni difficoltà a testa alta, con una fede incrollabile nelle idee innovative e nella necessità di renderle realtà per dare uno scrollone proficuo a quel mondo economico e industriale un po’ addormentato, e ripiegato su se stesso, come era quello dei primi anni Novanta. Da uomo che aveva viaggiato molto, soprattutto in India, Stati Uniti e Sud America, amante della campagna e degli animali con un’antesignana passione per l’acquariologia, Francesco ha vissuto come una scelta naturale quella di diventare veterinario. Una scelta che ha del profetico anche se, ai tempi dell’università, ancora non immaginava che la sua tempra di pioniere creativo lo avrebbe portato a scrivere una pagina indelebile nella storia del pet market.

DIETE IN PRIMO PIANO. Giovanissimo e traboccante di entusiasmo, nel 1989 viene chiamato dalla Colgate Palmolive per dar vita alla divisione piccoli animali, cioè quella che sarebbe diventata la Hill’s Pet Nutrition. Un’idea brillante segna la svolta determinante per la sua carriera e per lo sviluppo produttivo, economico e commerciale dell’azienda: intuisce infatti che dietro il concetto di dieta per piccoli animali da compagnia si cela un potenziale enorme, crede nello sviluppo di un mercato ancora in embrione, ma dalle risorse tanto insospettabili quanto immense. E allora cosa fa? Si impegna con tutte le sue forze, promuovendo anche investimenti che altri potrebbero considerare azzardati, per lo sviluppo della dietetica clinica in ambito veterinario basata su un semplice quanto determinante concetto: ottima nutrizione vuol dire salute e benessere. E fa centro: il nome di Francesco Froio resterà per sempre indissolubilmente legato alla nascita di un nuovo concetto di nutrizione animale, la dietetica clinica.

IL PIÙ AMATO DAGLI AMERICANI. “Era un veterinario con un innato, spiccatissimo senso commerciale. Colto e facile alle citazioni latine, simpatico, molto ‘romano’, un po’ guascone ma imbattibile nel riuscire a mettere a proprio agio le persone, con grandissime capacità di leadership. Era un leader naturale che sapeva coinvolgere i suoi interlocutori: gli bastava una battuta e subito emanava un senso di fiducia e simpatia che conquistava tutti. E non solo in Italia, anche all’estero: lui, che parlava fluentemente francese e inglese, era adorato dagli americani per il suo spirito diretto, scevro da ogni bizantinismo” Francesco Froio è descritto così nel ricordo di molti tra i suoi più stretti collaboratori-amici. Ma Francesco non era certo tipo da accontentarsi dei successi ottenuti. Guardava avanti. Si impegnava per un progresso reale e quantificabile non solo in termini economici, ma anche, e soprattutto, qualitativi. Amico di Rocco Mandaglio e a lui molto simile caratterialmente sotto tanti punti di vista, ne condivise la fiducia nelle fiere specializzate di settore e si confrontò con lui sulle potenzialità di Zoomark. Ma tutto questo non gli bastava ancora. E la sua tenacia gli valse un altro primato: selezionò un team qualificatissimo per l’azienda e fu il primo in Italia a promuovere una formazione tecnica molto profonda dei venditori che comprendeva anche la clinica nutrizionale e persino la chimica, due competenze specifiche indispensabili per poter comunicare in termini costruttivi ed efficaci con i veterinari. In pratica, Francesco Froio ha saputo trasfondere le sue caratteristiche imprenditoriali all’interno di una multinazionale. La sua rapidissima carriera arrivò al top nel 1993, quando gli venne offerta la responsabilità di dirigere, da Nizza, tutte le attività di Hill’s Pet Nutrition nell’Europa del Sud. Istintivo ed entusiasta come sempre, Francesco non ci pensò due volte a trasferirsi con la moglie Francesca (veterinaria come lui) e i due figli in Costa Azzurra: si apriva una nuova vita, c’era tutto un mondo da sviluppare e far crescere. E chissà che cosa avrebbe potuto inventarsi ancora se, a soli 36 anni, uno stupido incidente sportivo non ci avesse privati per sempre della sua simpatia e della sua genialità.

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