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Nonostante ciò che si possa pensare, le origini di questo setter non sono inglesi, bensì spagnole: la sua storia infatti, ha inizio in Spagna nel 1300, periodo in cui un cane detto “bracco da quaglia” era ampiamente diffuso come cane da rete, con il compito di individuare i volatili e spingerli, appunto, verso la rete. Questi soggetti erano molto simili per aspetto agli épagneul e avevano l’abitudine di acquattarsi a terra e rimanere immobili in ferma, caratteristica che già nel nome (to sit significa sedersi) identifica il setter inglese. Dalla Spagna i cani da rete sono poi arrivati in Inghilterra dove hanno riscosso grande apprezzamento come ausiliari.
C’è però chi parla di cani spagnoli dal mantello a macchie nere, eccezionali nella ferma, che sarebbero arrivati in Inghilterra dalla Francia.
Origini a parte, certo è che sono stati gli inglesi ad aver perfezionato la razza rendendola più elegante e più adatta a correre e cacciare nei moors, le sterminate brughiere coperte d’erica e di rododendri tipiche del paesaggio anglosassone.
Sicuramente l’Italia è la seconda patria del setter inglese: la diffusione di cui gode nel nostro Paese non ha eguali in nessun altro stato e l’allevamento italiano è uno dei migliori in assoluto.

Cenni di standard
La conformazione generale è quella di un mesomorfo leggero, il cui tronco sta nel rettangolo e quindi con l’arto anteriore, da terra al gomito, più corto dell’altezza dal gomito al garrese. Potente ed elegante con muscoli lunghi e buona ossatura ma non troppo forte. La testa è dolicocefala, con salto naso-frontale marcato, labbra morbide ma non flaccide né pendenti, tartufo grosso, largo, nero o in armonia con i colori del mantello, canna nasale diritta e lunga, dentatura completa con chiusura a forbice. Le orecchie, di lunghezza moderata, pendenti e con frange fini e setacee, terminano con una punta leggermente arrotondata; gli occhi sono grandi, dolci, espressivi, di color nocciola scuro. Il collo è ben muscoloso ed esente da giogaia, il ventre deve rimontare leggermente ma non essere levrettato (quando la linea inferiore del torace risale troppo verso l’addome), la groppa è larga e muscolosa.

La coda, inserita alta, grossa e robusta alla radice, va diminuendo di grossezza fino alla punta, ben frangiata.
Il pelo è fine, di tessitura setacea, raso sulla testa ad eccezione della faccia esterna del padiglione auricolare, forma frange su margine inferiore del collo, regione sternale, margine posteriore degli arti, natiche e coda. Sottopelo abbondante solo in inverno.
Il colore è bianco e nero tendente al blu (blue belton), bianco e arancio (lemon belton), bianco e marrone (liver belton), tricolore (bianco a macchie nere e focature). Il colore da preferire è quello a fondo bianco. Altezza al garrese nei maschi 56-62 cm, nelle femmine 54-60 cm, peso 20-30 chili.

Un dolcissimo ausiliare
Il setter inglese è un cane molto attivo, un instancabile cacciatore da ferma ma anche un cane estremamente dolce. È socievole e gioioso sia con le persone che con i suoi simili e per questo va educato a controllare la sua spontanea esuberanza. Anche se tra le mura domestiche è molto coccolone e affettuoso, la sua natura di cane da caccia non va dimenticata e deve necessariamente essere appagata. Il setter inglese, infatti, è tanto dolce e “appiccicoso” dentro casa, quanto indipendente e veloce all’aperto. Una volta libero è capace di allontanarsi e perdersi per seguire qualche traccia e per questo sarà utile lavorare con lui fin da cucciolo sul richiamo, per essere sicuri di esercitare un buon controllo.
Selezionato in patria per la caccia alla beccaccia, grazie a un notevole eclettismo si è adattato ai terreni italiani, in pianura come in alta montagna, su prati estesi come nella boscaglia, sull’asciutto come in palude, capace di ridurre, se è il caso, l’andatura e l’ampiezza della cerca. La sua versatilità riguarda anche la selvaggina: può cacciare indifferentemente beccacce, starne, fagiani, coturnici o altri selvatici di penna. (I cani del servizio sono dell’Allevamento della Bassana di Remo e Stefano Lui, Pegognaga (MN), www.bassana.it). (Autore Lorena Quarta)

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